Applausi ed emozioni per i Baustelle live al Comunale

Epici e romantici. I Baustelle al Comunale di Firenze incantano con Fantasma. Dal vivo, e con l’orchestra, la musica ci guadagna. Fan in delirio. La recensione di Raffaella Galamini.

Suonare in un teatro grande come il Comunale di Firenze è sempre emozionante. Suonare con un’orchestra lo è ancora di più per un gruppo che partito dal rock, album dopo album, sta cercando di costruirsi un percorso musicale originale ed autonomo, fuori dai soliti circuiti commerciali eppure apprezzato anche dal grande pubblico. Se già con i Mistici dell’Occidente i Baustelle avevano cominciato a pensare in grande, con Fantasma hanno fatto il salto di qualità. Qui i riferimenti sono espliciti: il progressive, le colonne sonore di Ennio Morricone, le musiche dei film horror degli anni Settanta senza dimenticare influssi classici come Mahler, Messiaen e Stravinsky. Il disco è stato accolto con entusiasmo ma riproporre queste atmosfere dal vivo, a teatro, con una grande orchestra, poteva essere impresa in grado di spaventare Francesco Bianconi e compagni. Ancora di più se la data in questione era quella di Firenze: praticamente quasi a casa per la band di Montepulciano. Immaginare l’agitazione e l’adrenalina a mille di fronte alla prospettiva di dare corpo e soprattutto vita a Fantasma nelle condizioni appena descritte, non è difficile. L’emozione sabato 23 febbraio 2013 all’apertura del sipario al Comunale è stata incredibile per la band quanto per il pubblico. Un impatto sonoro e visivo che non ci si aspettava, anche se tutti più o meno si erano preparati psicologicamente.
Bianconi al centro del palco, seduto su uno sgabello, accanto a lui un leggio. Rachele Bastreghi al piano: la personificazione dell’eleganza e della classe nel lungo abito blu che le lasciava scoperte solo le braccia. Claudio Brasini con la sua chitarra: più antidivo del solito. Ai lati la band e dietro l’orchestra Ensemble Simphony Orchestra di Massa Carrara diretta dal maestro Enrico Gabrielli.
Prima parte del concerto più densa di contenuti, di significato. All’inizio avevo giudicato un po’ ingessato Bianconi. Algido come non mai. Dopo una notte di sonno e a mente fredda, invece, penso che la sua sia stata una precisa scelta stilistica. Le canzoni più forti e soprattutto “sincere” del disco, erano proprio qui: dall’iniziale Il Futuro a Nessuno, da Il finale a Radioattività per arrivare a Diorama con cui si è chiusa la prima parte. Il cuore di Fantasma, la riflessione che Bianconi insieme a Rachele Bastreghi e Claudio Brasini ha compiuto sul tempo, è in questi brani. Qui, forte, c’è il messaggio che il gruppo, in questi tempi inquieti, ha voluto affidare ai suo fan. E volutamente la band ha scelto di dare spazio alle parole e alla musica.
A quel punto l’atteggiamento di Bianconi l’ho rivalutato sotto un’altra luce. Il suo apparente distacco faceva da contraltare a Rachele. Già perché la Bastreghi è stata l’alter ego di Bianconi nel concerto. Tanto lui ha misurato la voce, scandendo le parole, quanto lei invece ha mirato al cuore del pubblico. Sono rimasta impressionata dalla forza con cui la Bastreghi ha saputo raggiungere con il suo canto anche le ultime file del Comunale.
Dopo un primo tempo così forte e impegnativo, il secondo è scivolato via più leggero. Come si è divertito a dire Bianconi, i “Baustelle hanno dimostrato di essere dei ragazzi di campagna”. Ancora Fantasma ma spazio anche ai vecchi successi: da Cristina e Conta l’inverni a Monumentale e La natura si è passati a Maya colpisce ancora e L’aeroplano: per me il momento migliore per Bianconi, Bastreghi e Brasini. Qui le dinamiche all’interno del gruppo erano ben chiare e facili da vedere e comprendere. Un’esecuzione da cui capisci perché questo terzetto di Montepulciano ha così tanto, e meritato, successo.
C’è stato poi l’omaggio a Leo Ferrè: sentire cantare a Bianconi e Bastreghi Col tempo sai, è stato uno dei momenti più alti della serata. Classe su classe.
Il finale è stato il giusto crescendo di una serata straordinaria, anche se ho trovato un po’ al di sotto delle aspettative l’ultimo pezzo, Andarsene così, a fronte della carica di Charlie fa surf e La guerra è finita. Ma è proprio voler cercare il pelo nell’uovo. Un trattamento che i Baustelle si meritano solo perché da fuoriclasse come loro si chiede davvero il massimo. Ci sarà tempo per mettere a punto questi dettagli. La sostanza c’è. Fantasma: più apparizione che ectoplasma.

                                                                                                                                                                                                                                    Raffaella Galamini

(foto Giuseppe Mondì)

La scaletta dei Baustelle 
Prima parte
Il futuro
Nessuno
Il finale
Radioattività
Diorama
Seconda parte
Cristina
Conta l’inverni
Monumentale
La natura
Maya colpisce ancora
L’aeroplano
Col tempo sai
Il corvo Joe
Alfredo
L’estinzione della razza umana
Bis
Charlie fa surf
La guerra è finita
Andarsene così