Arlo Bigazzi, Alabastro Euforico

Arlo BigazziIl bassista toscano chiama a raccolta una formazione variegata e dà alle stampe il nuovo album. Oltre la rigidità della musica “colta” e i limiti del rock, passando attraverso l’immediatezza della musica popolare.

Per il suo nuovo disco, Arlo Bigazzi ha riunito musicisti che collaborano da anni con lui e con l’etichetta toscana Materiali Sonori. Il risultato è Alabastro Euforico. Una mescolanza di generi e artisti fuori da facili etichette: un po’ classici, un po’ folk, un po’ minimalisti. Tra gli altri, il batterista Marzio Del Testa, Vittorio Catalano ai fiati, il Quartetto d’archi Euphoria, l’ensemble Quartiere Tamburi, la chitarra di Antonio Gabellini, Mino Cavallo al cuatro e Raffaele Pinelli all’organetto.

Alla base del gruppo guidato dal bassista c’è la curiosità di indagare le musiche del mondo, con l’intento di superare la rigidità della musica “colta” e i limiti del rock, passando attraverso quel senso d’immediatezza tipica della musica popolare. Non senza una bella dose di ironia e di divertimento, per chi suona e per chi ascolta.

Oltre alle composizioni originali di Bigazzi e degli altri componenti della band, ritroviamo frammenti della Penguin Café Orchestra, di musicisti post-punk come Dirty Tree e Durutti Column, un classico di Wim Mertens, la versione strumentale di “Professione: Terza Vittima” di Alessandro Benvenuti (che il gruppo eseguiva anche nei concerti con l’attore), la rivisitazione del tradizionale colombiano per banda “Tres Clarinettes” e il klezmer di Hanigun Hasameach… “sculture sonore di alabastro, come dialogo tra visibile e invisibile”.

Info www.matson.it