Black Candy Records, 10 anni da indie-pendenti

L’etichetta discografia fiorentina festeggia il decennale. Ristampa la prima uscita (“Youth”, Velvet Score) e lancia il nuovo album dei livornesi Appaloosa, “Trance 44”. In arrivo anche Vickers e Wemen.

Leggenda narra che tutto sia nato in un’aula universitaria, durante una lezione di economia aziendale: abbagliato dalle meraviglie della “contabilità analitica”, ad un manipolo di giovani fiorentini appassionati di musica si accese la fatidica lampadina.

“E se mettessimo in piedi un’etichetta discografica?”. Era il dicembre 2003 e da allora molta acqua è passata sotto i ponti della Black Candy Records, etichetta fiorentina indipendente che oggi festeggia il primo decennale, confermandosi tra le realtà più vivaci e prolifiche del settore, oltre che fucina di nuovi talenti proiettata nel contesto internazionale.

Per celebrare l’evento uno sguardo al passato ed uno al futuro: in questi giorni escono la ristampa di “Youth” dei fiorentini Velvet Score e prima uscita della Black Candy Records, ed il nuovo album degli Appaloosa, “Trance 44”. Due band toscane che oggi godono di un seguito anche a livello mondiale. I talent-scout della Black Candy ci avevano visto giusto.

Dal catalogo dell’etichetta impossibile non ricordare poi Pecksniff, Santo Niente, tomviolence, Fine Before You Came, Enrico Brizzi, The Hacienda, Julie’s Haircut, Three In One Gentleman Suit, Zen Circus, Bad Love Experience, fino alla versione in vinile del celebratissimo “Padania” degli Afterhours, lo sbarco in terra di Albione con “the Chaos” dei Futureheads (prima licenza internazionale dell’etichetta)…

Cinquantacinque uscite, approccio internazionale ed un occhio/orecchio di riguardo per le band toscane. Insomma, quanta musica, quante nottate in studio di registrazione e quante… sberle in questi dieci anni. Se Black Candy esiste/resiste, è soprattutto grazie all’inesauribile energia dei suoi adepti/addetti, capitanati dal patron Leonardo Giacomelli. Che non contenti di stampare vinili e cd, organizzano qualcosa come 120 concerti all’anno attraverso l’agency Reality Bites, gestiscono un live-club a Firenze, il Tender, e uno a Fucecchio, La Limonaia, oltre a festival e rassegne in ordine sparso.

Per non parlare del Black Candy Store, il negozio di dischi con cui, in splendida contro-tendenza, hanno cercato di riportare lo spirito dei cari, vecchi record-shop, ormai autentica rarità. E’ stato bello ma è durato poco, le lancette della storia corrono.

Dieci anni scanditi anche da storie e aneddoti: è con l’allora misconosciuta Black Candy che Umberto Palazzo decise di tornare alla musica – dopo dieci anni di black out – al termine di un incontro a dir poco surreale; e che dire di quel “Bob Berdella Bizarre bordello” degli Slugs che fece saltare sulla sedia i boss della Sub Pop: non se ne fece niente, la band si sciolse prima; e quel big della canzone italiana – niente nomi, manco sotto tortura – che copiò pari pari un video dei Santo Niente?; e ancora, i sorprendenti risultati di vendita in Cina dei tomviolence e la battaglia sul nome ingaggiata con un uno stralunato dj americano; la copertina di “JJJ” dei Milaus che finisce sulle pagine di PRINT!, bibbia mondiale della grafica; il brano “Pictures of Summer” dei Velvet Score scelto per lo spot di una nota marca automobilistica; il fiore The Hacienda coltivato per anni e infine trapiantato – notizia di questi mesi – nel florido vivaio londinese….

E il futuro? E’ dietro l’angolo. Oltre “Youth” dei Velvet Score e “Trance 44” degli Appaloosa in arrivo “Albanian Paesley underground” dei Wemen – la band del Vj, giornalista, scrittore e conduttore radiofonico Carlo Pastore – e “Ghosts” dei Vickers, fiorentini, con un tour europeo già all’attivo. Rock, pop, elettronica, sixties-oriented, hard-core… Black Candy è questo. E molto altro.

Intanto Black Candy Records ha unito le forze con un’altra etichetta “pettinata”, la Pippola Music, dando vita a Gilda Produzioni e ad una nuova sede, un’ex palestra in zona piazza Dalmazia.

Ma il nome dove l’avete preso? E’ il titolo di una canzone dei Beat Happening, gruppo seminale dell’indie rock statunitense guidato da Calvin Johnson, fondatore della K Records, casa discografica ispiratrice di Black Candy.

E quell’esame di economia aziendale? Non andò mai in porto.

Black Candy Records
Via Giuseppe Mazzoni 3 – Firenze
Info www.blackcandy.it