Bollani&Grandi, un sogno lungo vent’anni di amicizia

Stefano Bollani e Irene Grandi il “loro” sogno nel cassetto l’hanno realizzato. O meglio: l’hanno inciso e ora lo portano in tour per l’Italia. La recensione.

Sono amici da quando erano ragazzi. Dai primi anni Novanta pensavano a un disco insieme. Dopo due decenni di attesa, Stefano Bollani e Irene Grandi hanno dato alle stampe il loro cd. Ora lo stanno promuovendo in un tour teatrale di grandi soddisfazioni per entrambi.

La data di Firenze era però attesa in modo particolare perché per i due musicisti significava esibirsi davanti a parenti, amici, fan. Su un palcoscenico, quello del Verdi, che dà sempre il batticuore.
Se emozione c’è stata, i due sono riusciti a dissimularla. Era invece evidente che si sono divertiti da matti.

L’affiatamento dei due è eccezionale in un progetto che li vede mettersi in gioco, rinunciando ognuno alle certezze del passato. Il risultato è sorprendente e molto piacevole. A voler proprio essere pignoli, la seconda parte del concerto è di gran lunga migliore ma di cose belle se ne sono viste e sentite anche nella prima.

Ma veniamo alla performance del teatro Verdi di Firenze. I due scelgono di partire con Ohlos nos ohlos, (Occhi negli occhi, la versione italiana del successo di Chico Buarque, realizzata proprio da Bollani&Grandi). Un classico della musica carioca. A seguire l’inedito Come non mi hai visto mai a firma di Cristina Donà e del fiorentino Saverio Lanza, presente in sala. E’ già chiaro che i due stanno alzando il tiro.

Si passa a un evergreen Dream a little dream of me che finisce per essere mixato con Sweet dreams degli Eurythmics. Il resto è un crescendo: da Prima di partire per un lungo viaggio a No surprises dei Radiohead. Roda viva, ancora di Buarque, vede Bollani in grande evidenza non solo al piano ma anche nel canto. Davvero una bella prova per lui.

Si arriva al momento clou del concerto: un brano scritto vent’anni prima da Bollani e la Grandi quando stavano nello stesso gruppo, La forma. Un pezzo che, vuoi per la bravura dei due, vuoi per l’entusiasmo del pubblico che si sta divertendo da matti, riscuote un grandissimo successo. Ci sono voluti due decenni ma la rivincita, seppur tardiva, per i due arriva proprio in casa.

Da qui il concerto è praticamente in discesa. Viva la pappa, Costruire di Niccolò  Fabi in una versione particolarmente intensa, Feeling good, A me me’ piace o’ blues, per arrivare alla straordinaria For once in my life e all’ultimo bis: una struggente Se tu non torni a firma di Miguel Bosé. Il teatro Verdi viene giù dagli applausi. E non potrebbe essere diversamente di fronte a un duo così talentuoso. Cosa aggiungere? Tornate presto, magari con un Bollani&Grandi 2.

Raffaella Galamini