Cinici endecasillabi, Nobraino oltre la realtà

La schiettezza provinciale di Lorenzo Kruger e compagni. Oltre due ore di concerto al Bucci di San Giovanni Valdarno. Originali, creativi, senza peli sulla lingua. Recensione di Annamaria Pecoraro.

I Nobraino suonano “ettolitri di endecasillabi”, diventando parte con il pubblico e servendosi “dell’amore per scrivere miliardi di poesie piene di rose” e di non semplici realtà accettate. Arrangiano la quotidianità e cantano di una Romagna “bella polkona” o di turistiche “Bademeister”.

Originali, creativi, senza tanti peli sulla lingua, arrivano diretti al bersaglio. Grande ricchezza scenica/teatrale tale da coinvolgere – coinvolgendosi. Tanto da stravolgere la stessa scaletta, e “stoccare” la punta delle due ore e mezzo di spettacolo.

Un live adrenalinico e fuori dagli schemi, un quartetto rock alternativo, che si esibisce con perfomance acustiche e salti acrobatici del trombettista/chitarrista David Jr. Barbatosta; “Aspirante Nobraino”. In “prova”, per diventare nel giro di qualche anno, un Nobraino ufficialmente conclamato. Sarà perché il programma di “proforma e schiettezza” richiede un percorso di “smascheramento totale”, tanto da apparire “stupidi o diversi?”.

Una cinica-rock-band, densa di collaborazioni e formazioni. Prima gruppo di spalla di Roy Pace & Aretuska, Marta sui tubi, Morgan per arrivare al concerto del primo maggio 2012 a Roma, con l’esecuzione de “ilmangiabandiere” da ”big”. Brano riproposto anche giovedì scorso al Teatro Bucci di San Giovanni Valdarno  - nell’ambito della serata Giovani Sì Live aperta da Waldo Beat Collision, ex Tomviolence – e ritmato da tanto di tic/tac con “ferri” presi da un molleggiante.

Ma i Nobraino sono una romantica band che “va ad inseguire la linea che divide le tonalità blu di ciel dal blu del mare”? , uno “Strano ed inaffidabile” gruppo? , o semplicemente, i protagonisti di un ritmo incalzante in questi tempi duri? Decantano un “Esca viva“ – “Resta viva, resta qua…prima che sia troppo tardi”, dedicata a chi vuole scappare, ma ovunque vada, i problemi se li porta dietro.

Ideatori di una “Ballata stocastica”, che fa pensare che la verità sta in chi … ”c’ha lo stomaco pieno di farfalle sente rumore di mosche nel cervello persone colte, si ma colte in fallo…che lo deludono sempre sul più bello muore di fame, ma sta desiderando… un nuovo oggetto, qualcosa di stupendo infine rompe la vetrina e se lo prende…così sorriderà mentre cadrà a fondo grida, si agita, freme, rompe, impreca vorrebbe uccidere…”.

Oratori di provincialità, di ritorni, di messe in discussione sul palco, dove i sentimenti si alternano da allegri a seri. Giocolieri di luci, urlatori di “cani e porci”; “andate a lottare, andate a morire voi difendete la pace e l’amore tra le granate, gli scoppi e gli spari brillerà l’oro nei vostri cuori”.

Last but not least i toscani ex Tomviolence, ora Waldo Beat Collision, che hanno aperto la serata. Una perfomance degna di nota, nonostante mancasse il bassista: Basilicņ Beppe (colpito da intossicazione alimentare).

Brani cantati in lingua inglese, ma con filo conduttore poetico/impegnato, che non si fermano di fronte ad un mondo stanco. Si pongono quesiti chiamando anche in causa Dio, come in “The Wizard”, miscelando temi scottanti e rappresentativi di una nuova svolta.

Dulcinea Annamaria Pecoraro