Rachael Sage al Teatro del Sale, danzando sulle note

Martedì 18 ottobre. Cantautorato indie, Broadway e doo-wop. Che trae linfa dall’arte coreutica. A Firenze l’unica data italiana dell’artista newyorkese. In collaborazione con Il Popolo del Blues

Cantautrice, polistrumentista, produttrice, ballerina, poetessa, attrice e artista visiva.

Rachael Sage è una delle artiste americane più eclettiche, oltre che uno dei nomi più richiesti del panorama indipendente.

Dopo gli Stati Uniti e il Regno Unito, Rachael ha attraversato l’Europa fino ad arrivare al Teatro del Sale di Firenze, per poi spiccare di nuovo il volo verso l’Inghilterra e poi la California.

Nel nuovo disco, l’undicesimo con l’etichetta MPress, troviamo quattordici brani composti dalla cantautrice e autoprodotti.

In “Choreographic” Rachael Sage ha reso omaggio alla danza realizzando un progetto musicalmente ambizioso, ma anche accessibile all’ascolto.

«Per me – ha detto l’artista – è stato come tornare indietro, fino alle mie radici. E’ stato come meditare sulla mia lunga relazione con la danza. L’atto di unire le note ai passi del ballo è stato, per me, la scintilla iniziale per scrivere musica».

Sage ha cominciato a registrare “Choreographic” nell’estate 2015, insieme alla la sua band.

L’album ha avuto il sostegno di un premio Grammy, il co-produttore Andy Zulla (Idina Menzel,
Rod Stewart) e l’ingegnere del suono, nomination al Grammy®, John Shyloski (Johnny Winter , Diana Ross).

Zulla ha partecipato alla realizzazione del disco «perché – ha detto – mi sentivo come se davvero, con il nuovo materiale di Rachael, si chiudesse un cerchio e la musica si unisse alla danza lirica. Non avevamo lavorato insieme per oltre un decennio, ma ci conosciamo da quando aveva quattordici anni. Credo veramente tanto in lei».

Rachael ha registrato “Choreographic” di ritorno dal tour nel Regno Unito con l’icona pop Judy Collins, con cui ha cantato subito dopo gli attentati di Parigi.

L’ispirazione è arrivata perché la danza, per Rachael Sage, è sinonimo di libertà. «Siamo in un momento in cui ci rendiamo conto di quanto sia preziosa la libertà creativa – ha detto l’artista – e un grande dono è quello di poter condividere tutto questo con gli altri, al di là di ogni frontiera.

Ci sono canzoni talmente dirette da essere disarmanti, come “I Do not Believe It”, dove si fondono testi incisivi e melodie struggenti. Il lessico del balletto può essere francese, ma nel linguaggio pop diventa decisamente universale».

Rachael è una pianista autodidatta, influenzata dal doo-wop, dai musical di Broadway e dagli album dei Beatles che ascoltavano i suoi genitori.

Prima di dedicarsi alla musica, ha studiato danza e recitazione, prima alla School of American Ballet e poi alla Standford University e l’influenza che il teatro ha avuto su di lei è presente all’interno della sua musica.

Il leggendario produttore Phil Ramone ha detto che collaborare con Rachael Sage gli ha ricordato la sua collaborazione con Bob Dylan, dicendo di lei che “Ha un modo molto inusuale di trattare la canzone pop, ammiro la capacità che ha di dare forma alle sue canzoni”.

In collaborazione con Il Popolo del Blues.

Martedì 18 ottobre – ore 21,30
Teatro del Sale – via de’ Macci, 111r – Firenze
Info tel. 0552001492 – www.ilpopolodelblues.com
www.rachaelsage.com