Gianluca Petrella: io, Sun Ra e Cosmic Renaissance

Venerdì 21 agosto, Castello di Scarlino (Gr). La musica cosmica del compositore e poeta americano. Punto di partenza di una formazione aperta all’improvvisazione e al contemporaneo

Come suggerisce il titolo si tratta di un “rinascimento”, e non tanto in senso storico. Dal 2007 la Cosmic Band di Gianluca Petrella ha deliziato le platee rielaborando la musica ‘interstellare’ di Sun Ra.

Col 2015 è iniziato un nuovo capitolo: l’organico è stato rinnovato, prendendo la foggia di un quintetto, e ribattezzato Cosmic Renaissance. Mutazione che permette a Petrella una maggiore flessibilità nella ricerca musicale, sulla base delle forme sonore visionarie e in perenne mutazione alle quali ci aveva abituati la Cosmic Band.

“Ho spostato l’accento sull’aspetto percussivo”, spiega il trombonista barese ormai di stanza a Torino – i brani di Sun Ra si alternano a composizioni originali a lui ispirate e grande spazio è lasciato all’improvvisazione.

Una ricerca ancor più libera e personale. “Sono abituato a muovermi su fronti diversi – continua l’artista, che nei primi mesi del 2015 ha dato alle stampe il suo primo disco di elettronica, ‘103 Ep’ – provengo dal jazz ma il mio linguaggio musicale si è sviluppato in diversi contesti”.

Per fare questo si serve di giovani dalle larghe vedute e con una enorme dose di energia.

Tra questi il percussionista fiorentino Simone Padovani (una prestigiosa carriera jazz, ma anche sodalizi con Bobo Rondelli e Dinamitri Jazz Folklore), Mirco Rubegni alla tromba, Francesco Ponticelli al basso e Federico Scettri alla batteria.

Il nuovo corso della Cosmic Band arriva dopo sette anni di vita, tre dischi (di cui il primo, edito da L’Espresso, ne ha sancito l’inizio naturale) e una lunga serie di concerti in Europa.

A guidare il combo, come detto, è Gianluca Petrella, fuoriclasse internazionale del trombone e ambasciatore del jazz tricolore – unico musicista italiano a conquistare il prestigioso referendum di Down Beat – già al fianco di Enrico Rava, Roberto Gatto, Steven Bernstein, Bobby Previte.
Tra le formazioni che ci hanno fatto conoscere la sua visione eversiva della tradizione trombonistica gli Indigo 4, i Tubolibre, il duo Soupstar con Giovanni Guidi, il quartetto Brass Bang (con Fresu, Steven Bernstein e Marcus Rojas).

Concerto nell’ambito del Grey Cat Festival 2015.

Venerdì 21 agosto – ore 21,30
Castello di Scarlino – via Panoramica della Rocca – Scarlino (Gr)
Info tel. 055 240397 – www.eventimusicpool.it
Biglietto: 12/10 euro