Il prog è doc, Spettri alla prova del secondo album

La band fiorentina tornata insieme dopo 40 anni. Dopo l’esordio boom esce “2973, la nemica dei ricordi”. Concept proiettato nel futuro. Con strumenti vintage

Ci hanno preso gusto gli Spettri, la prog-band fiorentina guidata dei fratelli Ponticiello che, dopo 40 anni di ibernazione, è salita agli onori delle cronache musicali grazie al ritrovamento e alla pubblicazione di un concept-album che ha fatto la gioia di tanti appassionati del genere.

La nuova fatica discografica – “2973-MMCMLXXIII, la nemica dei ricordi” - riparte proprio da quell’opera eponima: 1001 anni dopo, lo stesso protagonista del disco, dopo aver attraversato la follia trova finalmente la chiave per compiere la sua rivoluzione interiore in un lungo viaggio sul mare a bordo di una nave fantasma che lo cattura e lo trascina in un viaggio simbolico in se stesso.

La metafora della nave rappresenta il paradigma dell’incertezza e della fragilità cui sono sottoposte le realtà umane. Le insidie della quotidianità proiettano quelle larve dell’immaginazione che chiudono la mente in una dimensione di paura e orrore. Ma quando la morte sembra essere l’unico riparo dal dolore, la salvezza verrà dalla metamorfosi del nostro spirito.

Gli Spettri hanno scelto di registrare il disco utilizzando completamente la tecnologia analogica, come si procedeva negli anni ’70. L’uso degli stessi strumenti musicali dell’epoca ( Hammond, Mellotron, chitarre e basso degli anni ’70 nonché una splendida batteria Ludwig dell’epoca) e la decisione di poter far uscire un LP completamente AAA, sfocia naturalmente nell’uso della stessa tecnica di registrazione degli anni ’70.

Strumenti e attrezzature dell’epoca che, sapientemente utilizzate dal sound engineer Francesco Landi nello studio Larione10 di Firenze , hanno permesso di creare un nuovo capitolo di notevole spessore artistico e tecnico.

Special guests in studio Elisa Montaldo, tastierista compositrice e vocalist de Il Tempio delle Clessidre che canta in modo eccezionale la ballata “Il delfino bianco” e Stefano Corsi (Whisky Trail) all’arpa celtica ed armonica, nello struggente brano finale “L’approdo”.

Info https://it-it.facebook.com/spettri.official