Inossidabili Saxon, live di fuoco al Viper Theatre

Ottima prova di Biff Byford e compagni. Da “Strong Arm of the Law” alle ultime uscite. Due ore mozzafiato per ripercorrere quarant’anni di carriera. La recensione di Annamaria Pecoraro.

Alle 21:10 (oserei dire puntualissimi), i potenti sassoni cavalcano il palco del Viper di Firenze, scaldando l’atmosfera con una splendida “Sacrifice”, per dare il via alla successione di canzoni storiche (e non) come “Wheels of Terror”, “Power and the Glory” e “Heavy Metal Thunder”, capolavori degni dei maestri del rock.

Le temperature sono alte e così il livello metal! Vedere i padri più scatenati dei figli è davvero il massimo. Biff Byford (voce) con i suoi suonati 60 anni, salta sul palco e invita a fare altrettanto, dando filo da torcere ai giovani compari. E’ energico e con timbro ben marcato. Salta, balla, canta e lancia bottigliette di acqua per contenere il caldo e la sete.

Il Viper è invaso dall’ondata New Wave of British Heavy Metal che ancora oggi fa parlare e cantare, scatenando emozioni più forti e dure, depurate dalle contaminazioni musicali di altri stili. Paul Quinn (chitarra), con Biff sopravissuto dalla band originaria, sferza veloci accordi e lancia sorrisi, consolidando una bravura e esperienza senza tempo, cosa ben recepita da chi ascolta e balla a ritmo“Made in Belfast” e “Solid Ball of Rock”.

Una maglietta innalzata verso di loro, (la prima), come flashback catapulta a ben 32 anni prima, quando allora Teatro Tenda (ora Obihall), i Sassoni, fecero la loro prima esibizione. L’ondata New Wave of British Heavy Metal tiene il tempo e ancora oggi fa parlare e cantare, scatenando emozioni più forti e dure, depurate dalle contaminazioni musicali di altri stili.

“Conquistador”, eccentrici, ironici, professionisti, complici con un pubblico che gli acclama e gli aspetta da anni un loro ritorno. Un chiaro esempio è dato dal drum solo di batteria Nigel Glockler (cosa che non si sente più in concerti), tiene ben attenti ed adrenalinici per ben 10 minuti e li iconizza alla grande sul podio e nella storia della musica.

Il loro live, è un connubio di purezza e di grinta e il tutto collaudato da un’armonia di gruppo, data dalle due chitarre Scarrat/ Paul Quinn e dal basso di Nibbs Carter.

Una miticità che sussegue in una playlist ricca di perle: “I’ve Got to Rock (To Stay Alive) “, “Dallas 1 p.m.” degna di maestri del rock e che fa “Stand Up and Fight”. Un vero peccato sarebbe non ascoltare o non conoscere questo tassello importante di storia della musica.

Quasi in dirittura d’arrivo i Saxon, instancabili, surriscaldano sempre più con “Strong Arm of the Law”, “Guardians of the Tomb” , “Wheels of Steel”. Due ore da mozzare il fiato che si concludono con un trittico musicale d’eccellenza: “Crusader “, “Denim and Leather “e con un best del rock: “Princess of the Night “che risuonerà per parecchio dentro!

Beh, se il mattino porta l’oro in bocca, i Saxon sono l’Oro senza età …. e il loro grande valore aumenta nel tempo!!!

Annamaria Pecoraro