“Io Vagabondo”, Beppe Carletti e 50 anni di Nomadi

Mercoledì 29 maggio (ore 17), Palazzo Vecchio, Firenze. Il tastierista e co-fondatore ripercorre in un libro la storia di una delle più longeve e gloriose band italiane.

“Io Vagabondo” è il libro scritto dal tastierista dei Nomadi e che ripercorre i 50 anni di vita della band, dai gloriosi anni Sessanta, al beat, passando per le proteste studentesche, gli anni Settanta con Guccini, gli anni bui della contestazione fino alla scomparsa dell’altro fondatore del gruppo Augusto Daolio.

Il volume sarà presentato mercoledì 29 maggio alle 17 nel Salone dei Duecento di Palazzo Vecchio. Nell’occasione il presidente del consiglio comunale Eugenio Giani consegnerà a Beppe Carletti il Marzocco di Firenze come premio alla carriera. Alla presentazione interverranno la giornalista de La Nazione Titti Giuliani Foti, il presidente dell’associazione Toscana Musiche Gianni Pini e l’assessore alla cultura di Pontassieve Alessandro Sarti.

“Quando avevo nove anni il mio eroe non era Tex Willer, ma il maestro della banda di Novi di Modena – racconta Carletti – posso dire di aver iniziato a suonare la fisarmonica perché volevo diventare come lui, anche se non potevo certo pensare che avrei trascorso la mia intera vita su un palco. Ho cominciato a esibirmi all’oratorio e alle feste di paese, e in breve tempo sono diventato una sorta di giradischi ambulante: prendevo mille lire a esibizione, a patto che suonassi i successi del momento.

Erano gli ultimi mesi del 1959, alla radio mamma ascoltava Domenico Modugno, mentre papà sfogliava le pagine dell’Unità cercando di capire gli oscuri motivi che avevano spinto il segretario generale del Partito comunista dell’Urss, Nikita Kruscev, a incontrare il presidente americano Eisenhower.

Io vivevo tutto come una continua scoperta, con le stagioni che si alternavano senza sosta e l’attesa della primavera quando, di nascosto, mi affacciavo per ascoltare l’orchestra della sala da ballo di Novi. Si chiamava Pian delle Stelle e per me aveva lo stesso profumo dei sogni. Poi, una sera di nebbia del gennaio del 1963, in un locale di Trecenta, in provincia di Rovigo, feci la conoscenza di un tipo magro come un chiodo, con un accenno di barba e un paio di occhialoni sul naso. Il suo nome era Augusto”.

Beppe Carletti ha scritto “Io vagabondo. 50 anni di vita con i Nomadi” insieme al critico musicale Andrea Morandi. Il libro esce per Arcana/Musiqa, pag 191 (17,50 euro).

Mercoledì 29 maggio – ore 17
Salone dei Duecento – Palazzo Vecchio
Piazza Signoria – Firenze
Info www.comune.fi.it
Ingresso libero