Jovanotti trionfa al Franchi tra effetti speciali e cuore

Jovanotti trionfa allo stadio Franchi di Firenze, nella notte dove anche la luna è gigante per non sfigurare nel suo ipertecnologico show. La recensione di Raffaella Galamini.

 

 

 

 

 

 

 

Erano in 40mila domenica 23 giugno 2013 al Franchi, a Firenze, per non perdersi uno spettacolo che se non è il più grande dopo il Big Bang poco ci manca. Il Backup tour 2013 che segna l’arrivo di Lorenzo negli stadi, per la prima volta, è quanto di più all’avanguardia si possa immaginare. Un palco immenso che si allunga sul prato per un contatto ancora più ravvicinato con il pubblico, effetti speciali, proiettati sui tre maxischemi, che giocano con il mondo della realtà aumentata. La musica è la degna colonna sonora di questa esplosione di luci, colori, immagini, energia. La band ha una sezione fiati con i fiocchi, oltre agli abituali compagni d’avventura di Lorenzo: Saturnino, il più applaudito, e i due fiorentini doc, Riccardo Onori e Franco Santarnecchi, emozionati come ragazzini per l’onore di suonare nello stadio della loro città, di fronte a una curva Fiesole stracolma di gente.
Un vero effetto discoteca, quello che Jovanotti regala, per la prima parte del concerto dal mega-medley di Ciao mamma, Megamix, Gimmefive e Non m’annoio, passando attraverso Safari a La mia moto, Serenata rap, Questa è la mia casa e Mi fido di te. Bello lo spettacolo ma giocato più sul mostrare i muscoli che sull’empatia e il contatto con il pubblico che risponde, comunque, di fronte a questa dimostrazione di energia, entusiasmo e vitalità. Ballano e cantano tutti. Un concerto che unisce giovani e vecchi, perché il pubblico di Jovanotti sul prato e sugli spalti unisce davvero almeno tre generazioni.
Dopo la prima fase a metà tra rap e funky, arriva uno dei momenti più belli: la dedica al babbo in tribuna per Gente della notte. Jovanotti ricorda i suoi inizi da dee-jay e le tante serate fuori in macchina da una discoteca all’altra. Dall’avvio tutto fuochi d’artificio, con Lorenzo vestito come Lupin III, Jovanotti si trasforma quale moderno Pinocchio e torna ad essere, cambio d’abito dopo l’altro, Lorenzo Cherubini. Da Le tasche piene di sassi, passando per Tanto, Muoviti muoviti e Una tribù che balla, Lorenzo arriva a interpretare un poker da favola: Bella (e qui ci scappa il bacio alla moglie), Raggio di sole (che dedica alla luna gigante per il perigeo), Baciami ancora e A te. Lorenzo è emozionato, lui che vive a Cortona, racconta, canta allo stadio Franchi davanti alla moglie, alla figlia e a tutte le compagne di classe della bimba, a sua zia. Insomma a tutta la sua famiglia. Davvero, è Il più grande spettacolo dopo il Big Bang quello che Lorenzo propone per sé e per gli altri. Meno effetti speciali, più cuore e passione. Il Franchi diventa L’ombelico del mondo, con tutti in piedi a ballare e a cantare al suono dei tamburi. E’ la favola di un Ragazzo fortunato (penultimo brano) che ha trovato il successo ma non dimentica i sogni di bambino e le origini da provinciale. E’ soprattutto un ragazzo che Pensa positivo. Il messaggio con cui si congeda dal pubblico dello stadio fiorentino, in delirio.
Un grande spettacolo, davvero, Jovanotti allo stadio. Da apprezzare per lo sforzo di fare uno show pensato e realizzato in grande, anche se forse un po’ troppo lungo. Certo, una dimensione più raccolta è decisamente più adatta alle sue doti non solo d’artista ma anche umane di Lorenzo. Il divertimento, però, domenica sera al Franchi non è mancato.
Raffaella Galamini