La cavea riapre con il peace&rock di mr Wilson

La Cavea dell’Opera di Firenze festeggia la riapertura con un Jonathan Wilson in splendida forma. L’Estate fiorentina ritrova uno dei suoi spazi più belli. La recensione di Raffaella Galamini

Mancava all’appello e la sua assenza comincia a farsi sentire. La stagione dei concerti alla Cavea del Nuovo Teatro dell’Opera di Firenze è partita subito col botto. Come le grandi star si è fatta attendere, fino al 1 di agosto, ma l’attesa è stata ripagata con lo splendido concerto di Jonathan Wilson. Un musicista consacrato dal disco Fanfare l’anno scorso e che, dopo essersi fatto apprezzare a teatro quest’inverno, per l’Estate  fiorentina ha scelto il colpo d’occhio incredibile della cavea. Lo ha ammesso anche lui di essere particolarmente felice di suonare in uno spazio così straordinario, in una città conosciuta a 16 anni durante un viaggio con i suoi parenti e rimasta nel suo cuore. Wilson, cappello da cow boy e canotta anni Settanta, ha imbracciato la chitarra e regalato un viaggio tra suggestioni acustiche e virtuosismi elettrici.
Nella sua musica si ritrova il meglio del rock anni Settanta, in particolare le sonorità della California tutta peace&love e non a caso Crosby, Browne e Nash hanno suonato nel suo ultimo disco, anche se nelle sue canzoni trovi tracce ancora più illustri: da Bob Dylan fino a echi dei Pink Floyd. I riferimenti sono abbastanza netti, perfino il look ha un’impronta molto anni Settanta, sebbene barba e capelli strizzino un po’ l’occhio anche al fenomeno hipster.
Ma, look a parte, è stato soprattutto l’artista a venire fuori, complice per l’appunto la cavea che costringe a un contatto a dir poco fisico con il pubblico delle prime file. La scelta poi di non allestire un palco per consentire che questo rapporto fosse ancora più immediato, diretto ha permesso di apprezzare lo stile di Mr Wilson e della sua band. Un concerto molto intimo, caratterizzato da intensi assoli di chitarra, a tratti psichedelici, talvolta forse con un po’ troppo di autocompiacimento, ma mai oltre la misura. Platea attenta e rapita, più che soddisfatta di questo primo appuntamento che fa sperare in grandi cose per un’estate pazza a livello meteo ma di sicuro spessore artistico per quanto riguarda la musica.

La stagione dei concerti alla Cavea dell’Opera di Firenze prosegue lunedì 25 agosto gli Elbow e Marta sui Tubi, mentre martedì 26 agosto il palco è tutto per Vasco Brondi ed il suo progetto d’essai Le Luci della Centrale Elettrica. Venerdì 5 settembre “Una notte con De André”, serata di musica e cinema sul filo dei ricordi: sul palco Mauro Pagani, Mediterranea & Letizia Fuochi, chiude la proiezione del film “Faber”. Infine gran finale con Ani Di Franco, giovedì 11 settembre.

Raffaella Galamini