La luna bussò. E la nuova Bertè travolge Firenze

Tanta grinta e due ore filate di musica. All’Obihall un concerto sul filo dei ricordi, omaggi a Mimì e la preziosa Aida Cooper al fianco. La recensione di Annamaria Pecoraro.

La luna bussò. E allo scoccare delle 21, la signora del rock trasgressivo, è salita sul palco, dando il meglio di sé. E’ ancora tra le migliori, nonostante le batoste di una vita non semplice. Accompagnata una splendida band e da una delle più bravi coriste Aida Cooper. E lo show “.. simply the best” ha inizio.

Loredana non risparmia nessuno, canta e coinvolge, invitando la platea a tenere il tempo e cantare pezzi che hanno fatto la storia; la sua storia! Luci accese e una Bertè in forma strepitosa. Mimì è sempre presente nelle performance della sorella, che propone una versione di “Donna” fenomenale.

“Il mare d’inverno”, porta sempre un messaggio, e quello che domenica canta con grinta Loredana è che nonostante tutto, lei, è in piedi. “Io resto senza vento”, anche in “una sera che piove”. Non si scompiglia, nonostante sia caduta e “traslocando”, ha dovuto superare ostacoli per ripartire.

“Madre metropoli”, “Jazz”, “Dedicato”. Con il suo look appariscente dichiara la libertà d’essere e non d’apparire: “non sono una signora, ma una per cui la guerra non è mai finita”. E lei, icona d’eccellenza delle diversità, diventa il collante di chi è contro i conformismi e le etichette.

Due ore abbondanti di musica, di potenza vocale, tra gli occhi ammirati e entusiasti, a chi si guarda in lei e si riflette, ancora sveglia e fiera in ciò che crede, ecco un “Comandante Che”, cui ha ceduto tutti i diritti per una scuola a Cuba.

Un teatro gratificato da tanta capacità artistica e da una Loredana che ha stupito positivamente, come non faceva da molto tempo. Una premessa per una positiva nuova Bertè!

Annamaria Pecoraro