La manda Nick Cave, Shilpa Ray in concerto al Combo

Giovedì 7 aprile, Firenze. Blues con nervature punk, cantautorato malinconico e selvaggio. Da New York un’artista di culto. Con l’album di debutto. E la benedizione di Re Inchiostro

Immaginate un incrocio tra la Pj Harvey degli esordi, Lucinda Williams, Velvet Underground e Patti Smith.

E ci deve essere dell’altro se, sull’album d’esordio di Shilpa Ray, Nick Cave si è preso la briga di appiccicare uno stick che recita “One of the most phenomenal things I’ve seen in a long time. She’s going to be huge”.

Indole da dark-lady e tratti somatici che rivelano le sue origini indiane, Shilpa Ray è talento cristallino ed eclettismo. Viene da New York e si è fatta le ossa con il gothic Sturm und Drang dei Beat the Devil, per poi concedersi, voce e harmonium, al blues urticante degli The Happy Hookers.

Quindi una carriera tutta a suo nome.

E siamo a “Last Year’s Savage”, album – sulla lunga distanza dopo l’ep “It’s All Self-Fellatio” – in cui Shilpa si muove tra Leonard Cohen e Barrence Whitfield, rielaborando il dolore e il funk oscuro delle precedenti esperienze musicali.

Restano l’ossessione per il sesso, la morte, le funzioni corporee, e il tradimento (non necessariamente in questo ordine). Temi raccontati senza filtri, con la sensuale malinconia del blues e le nervature punk di cui è intessuto il suo carisma cantautorale.

Una rabbia più ponderata rispetto a quella a cui ci aveva abituati, anche se è la tranquillità di una mano che afferra stretta l’impugnatura di un’ascia. Per dirla con le sue parole “un tornado che travolge tutto, piccoli centri, grandi città, e sogni dei bambini”. Mentre il New York Times ha descritto la sua musica come un “lamento intriso di miele”.

Tormentata, graffiante, a tratti inafferrabile, sul palco Shilpa Ray è una presenza malinconica e selvaggia al tempo stesso.

I movimenti del suo corpo, la sua voce perennemente in bilico fra seduzione e inquietudine, rapiscono sguardo e udito in un’esperienza resa unica dal suono dell’harmonium indiano, con cui si esibisce.

Nick Cave canta le sue lodi a tutti quelli che hanno orecchie per sentire (la portò in un tour europeo come opener, e come corista negli Stati Uniti).

Giovedì 7 aprile – ore 22
Combo Social Club – via Mannelli, 2a – Firenze
Info tel. 3494938360 – www.combosocialclub.com
Biglietto: 10 euro