La pioggia non ferma Springsteen al Franchi

Si dice tre, numero perfetto. E il Boss non si è smentito. Per la terza volta a Firenze ha regalato ai 44mila del Franchi un concerto da incorniciare. La recensione.

Bruce Springsteen a FirenzeSold out lo stadio, ed era da tempo che non accadeva; organizzazione impeccabile, perfetta sotto tutti i punti di vista e poi un Bruce Springsteen in forma stellare e un pubblico, quello fiorentino, duro a morire anche dopo quasi 4 ore sotto la pioggia torrenziale.

C’erano davvero tutti gli elementi perché il concerto del Franchi passasse agli annali. A cominciare dall’inizio, con quella Badlands che ha regalato un tuffo al cuore dei fan e fatto saltare tutti insieme, come un corpo e un’anima soli, gli oltre 40mila dello stadio di Firenze. Già da lì si è capito che non sarebbe stata una sera come le altre. Non che i concerti del Boss lo siano, ma la percezione di essere di fronte a un evento la si avverte chiaramente in quegli attimi. Impossibile spiegarla.

Certo, la scelta della scaletta ha fatto il suo, la reazione del pubblico che, nonostante l’acqua, ha continuato a cantare ballare e applaudire il Boss, ha contribuito ma anche uno Springsteen particolarmente ispirato ha concorso all’eccezionale risultato finale. E Street Band vera e propria macchina da guerra, come sempre, anche se forse penalizzata da un’acustica non sempre perfetta. Ma i problemi tecnici, con un concerto che si è svolto tutto sotto la pioggia battente, contano il giusto. E comunque i musicisti, tutti assieme, non si sono risparmiati mai.

Andiamo alla scaletta. Da incorniciare Honky Tonk Woman: i fan più incalliti non si sono ancora ripresi. Che dire poi della versione di Burning Love: in tanti neanche speravano nell’esecuzione fino a quando il Boss non si è impadronito dal pubblico di un cartellone con il nome della canzone e ha attaccato a cantarla. Peccato per Thunder road, che visto il diluvio ci stava bene.

Brividi, emozioni, lacrime e sorrisi. Sull’Apollo medley il Boss si è arrampicato su una rete di sicurezza, in precario equilibrio, per essere vicino ancora di più ai fan bagnati e infreddoliti sotto l’acqua. La versione di The River ha commosso: bella, intima e struggente. La soddisfazione più grande è arrivata con Waiting on a sunny day, quando dal pubblico il Boss ha preso un bambino che ha cantato perfettamente il ritornello e ha anche presentato la E street band. Solo un fan di Springsteen può capire la soddisfazione che avranno provato i suoi genitori. Commozione quando, in un paio d’occasioni, Bruce ha ricordato Clarence Clemons, Big Man, il grande assente della serata anche se come ha ripetuto lui è nelle nostre parole. E di sicuro nei nostri pensieri, sempre.

Impressionante l’ultima parte del concerto, dove Bruce ha eseguito una dietro l’altra e mentre la pioggia scendeva sempre più forte,  Born In The Usa, Born To Run, Hungry Heart, Seven Nights To Rock e Dancing In The Dark. Stadio illuminato a giorno per guardarsi negli occhi, per non perdere neanche una sfumatura di un gesto. Gran finale con Twist and shout: tutti a ballare e cantare felici come bambini a Natale. E in effetti il regalo c’è stato: un concerto da ricordare. Che importa se la musica non è riuscita a fermare la pioggia. Un giorno, fieri, si potrà dire: quella sera io c’ero. (raf)

Set list Florence – June 10, 2012.

Show start 20:28

1. Badlands

2. No Surrender

3. We Take Care Of Our Own

4. Wrecking Ball

5. Death To My Hometown

6. My City Of Ruins

7. Spirit In The Night

8. BE TRUE

9. Jack Of All Trades

10. Trapped

11. Prove It All Night

12. Darlington Country (with Honky Tonk Woman intro)

13. BURNING LOVE (request)

14. Working On The Highway

15. Shackled And Drawn

16. Waiting On A Sunny Day

17. Apollo Medley

18. The River

19. The Rising

20. Backstreets

21. Land Of Hope And Dreams

22. Rocky Ground

23. Born In The USA

24. Born To Run

25. Hungry Heart

26. Seven Nights To Rock

27. Dancing In The Dark

28. 10th Avenue Freeze Out

29. Twist And Shout

30. Who Will Stop The Rain