Eneide di Krypton, leggi la recensione dello show

Eneide di KryptonUn nuovo canto capace di emozionare ancora, a 30 anni di distanza. Miracoli del trio Magnelli-Maroccolo-Aiazzi e del crowdfunding. La recensione di Raffaella Galamini.

Ci sono sere che non si dimenticano. Il ritorno sulle scene di Eneide di Krypton è una delle notti da ricordare tutta la vita. Era da tre decenni che dello spettacolo di Giancarlo Cauteruccio, con le musiche di Litfiba e Beau Geste, si tessevano le lodi. Di anno in anno aumentava il rimpianto per la messa in scena multimediale del poema epico mai vista e tanto decantata. Fino a quando le strade di Magnelli, Maroccolo e Aiazzi si sono incrociate nuovamente con il percorso artistico di Cauteruccio e dei suoi Krypton e si è deciso che un nuovo canto avrebbe preso vita sul palco del Teatro Studio di Scandicci. A trent’anni esatti dal primo debutto, un ritorno che aveva un po’ il sapore del romanzo dei Dumas con i tre musicisti e il regista a venire i panni dei moschettieri al grido di “Tutti per uno, uno per tutti”.
Sono stati i fan, che aspettavano questo momento da una vita, a credere subito nel progetto e a sostenerlo con un progetto di crowdfunding che ha lasciato tutti a bocca aperta. L’obiettivo è stato centrato al primo giorno e la raccolta sul sito musicraiser.com si è conclusa con un successo straordinario. Così, il ritorno dell’Eneide si è concretizzato con un’anteprima riservata ai raiser l’8 maggio 2014 e il giorno dopo, per il compleanno di Marok, con la prima. Le ultime replice domenica 11 maggio e poi ancora da giovedì 15 a sabato 17 maggio al Teatro Studio di Scandicci.
L’attesa e l’emozione erano enormi, anche perché quando si cresce con il mito di uno spettacolo, le aspettative è logico che siano grandi. Ebbene, Eneide di Krypton: un nuovo canto ha superato qualsiasi perplessità e soprattutto la prova del tempo.
La musica, eseguita dal vivo da Francesco Magnelli, Gianni Maroccolo e Antonio Aiazzi in versione “men in black” ha conservato la freschezza e soprattutto la capacità di sottolineare ed enfatizzare i passaggi chiave del poema epico dedicato ad Enea. E’ stato bello intuire il gioco di sguardi, seppure da dietro gli occhiali scuri e quasi nel buio della sala tra Aiazzi e Magnelli, con Maroccolo al centro della scena a fare il timoniere con il suo inseparabile basso. Giancarlo Cauteruccio ha sorpreso offrendo una prova d’attore per certi versi inaspettata e inedita, con un uso della voce tutto nuovo. Ancora di più ha colpito con la sua capacità di guidare e quasi accarezzare il gioco dei laser e degli effetti multimediali, con il tocco leggero di un direttore d’orchestra. Straordinaria la partecipazione di Ginevra Di Marco: la sua voce, seppur registrata, è riuscita a rendere il dramma di Didone, donna sedotta e abbandonata, sconvolta dalla fine di un amore totalizzante.
Se trent’anni fa l’Eneide avviò una rivoluzione estetica e fu portata a esempio per la nuova ricerca teatrale, questa volta il Nuovo canto promette un percorso musicale tutto da scrivere per Aiazzi, Magnelli e Maroccolo.  I tre musicisti, da sempre amici, hanno trovato un rinnovato entusiasmo e soprattutto una base di partenza per nuovi progetti assieme. Viste le basi di partenza, non c’è che da sperare di vederli presto in scena con un nuovo spettacolo.
Per chi voglia vedere le ultime repliche di Eneide di Krypton: un nuovo canto, l’appuntamento è domenica 11 maggio e poi da giovedì 15  sabato 17 – ore 21 al Teatro Studio di Scandicci. (Info tel. 0557591591 – www.compagniakrypton.it, prevendite www.boxol.it).

Raffaella Galamini

Foto di Guido Mencari www.gmencari.com