L’Irlanda dei Whisky Trail in concerto all’Obihall

Martedì 3 settembre nell’ambito della Festa Democratica. Suoni, storie e leggende della tradizione d’Oltremanica dal nuovo album “Celtic Fragments”. E tanti successi del passato. Biglietto 5 euro.

Frammenti di antiche liriche irlandesi… Suoni e i ritmi che evocano il succedersi delle stagioni, voli di oche selvatiche che sognano una terra liberata, un gioco di ballate che si snoda come colori lungo un paesaggio naturale, dove ogni singolo strumento e la coralità delle voci si alternano come frammenti in un sentiero celtico.

Una tradizione che rivive nell’album “Celtic Fragments” dei Whisky Trail e che sarà al centro del concerto – dopo l’affollatissima anteprima dello scorso marzo – della “più irlandese delle band italiane”, di nuovo sul palco dell’Obihall, martedì 3 settembre nell’ambito degli appuntamenti musicali della Festa Democratica. In scaletta non possono mancare ovviamente i successi inanellati da Stefano Corsi, Giulia Lorimer e compagni in quasi 40 anni di carriera.

CELTIC FRAGMENTS – Dalle schegge di alcune liriche irlandesi, dalla bellezza del loro antico Gaelico è nata l’idea di “Celtic Fragments”. Quei versi raccontavano “Una storia per voi / Bramisce il cervo / L’estate è finita / Neve in inverno…” parlavano di “Mare ricco di pesci / Terra ricca di frutti / Prorompere di pesci sotto l’onda / In stormi di uccelli…”, con il loro realismo naturalistico, le loro sonorità, era come se aspettassero di essere colti per essere tradotti in musica, sorprendendo per la loro bellezza e modernità.

Il disco inizia con il personaggio del piccolo Leprechaun, il ciabattino delle fate e dei folletti che, seduto nel bosco, sul muschio di un grande masso, viene sorpreso a cantare e a danzare da qualcuno che passava per caso di lì e il folletto, con la sua voce acuta e intonata, lo prega di imparare la sua melodia e a danzare con i passi che i suoi piedi saltellanti accennano, affinché, una volta tornato nel mondo, egli possa insegnare a tutti a cantare e a danzare perché la sua danza non finisca con lui.

Alle evocazioni di una natura archetipica, in “Celtic Fragments” si succedono infatti le frenesie delle gighe e delle reel, dei piedi che danzano. Quelli che il poeta e drammaturgo W. B. Yeats descrive quando narra di una fanciulla che esisteva prima che Dio creasse le schiere angeliche: i suoi piedi, al loro primo muoversi, accendono il battito del suo cuore.

L’Irlanda è nata da una danza! E alla danza fanno riferimento le nostalgie delle oche selvatiche, come furono chiamati gli irlandesi costretti, a causa di tragiche vicende, a volar via dalla loro terra, a partire dalla fine del ’600 in poi. La nostalgia della terra, la voglia irresistibile di tornare un giorno in Irlanda, creò il sogno irlandese delle oche selvatiche. Nella trama dei 16 pezzi del disco risalta “Johnny I hardly knew you”, canto irlandese tra i più belli fra quelli contro la guerra. Triste il destino di questo canto antimilitarista.

Martedì 3 settembre – ore 21,30
Obihall – Lungarno Aldo Moro – Firenze
Info tel 055.667566 – 055.6504112
www.bitconcerti.itwww.obihall.it
Biglietto: 5 euro; prevendite www.boxol.it (tel 055210804)
www.obihall.itwww.ticketone.it