Nanni Moretti dribbla l’attualità e parla al cuore

La crisi della sinistra. Le “dimissioni” del papa. Nanni Moretti ha dribblato i due temi nel suo show al Verdi. L’unico affondo contro Silvio. La recensione di Raffaella Galamini.

 

 


Un regista in cerca di visibilità, c’avrebbe messo la firma. Uno spettacolo costruito sui successi della tua carriera, in un grande città, Firenze, e in un teatro eccezionale come il Verdi, esauritissimo. Non bastasse due dei tuoi film: Aprile e Habemus papam, in tempi non sospetti avevano descritto fatti poi puntualmente verificatisi e che sono di stringente attualità. Della serie: ti piace vincere facile.
Nanni Moretti (nella foto di Marco Borrelli), attore e regista apprezzato per il suo rigore e per il suo essere anti divo all’ennesima potenza, ha proposto monologhi e frammenti di dialoghi dei suoi film evitando però proprio ogni riferimento all’uscita di scena di papa Benedetto XVI, appena poche ore prima, e al grosso pantano in cui si dibatte il Pd.
Ha preferito affrontare i temi politici in modo blando sia in Io sono un autarchico che poi in Palombella rossa, addirittura ha sorvolato su Aprile, senza neanche recitare un breve stralcio dalla sceneggiatura.
E’ stato commovente fino alle lacrime quando ha letto uno dei dialoghi de La stanza del figlio, forse uno dei suoi film più belli e alcune pagine del suo diario personale, scritte durante la lavorazione di Habemus papam. La regia del suo ultimo film, quello in cui il papa rinuncia per inadeguatezza, era forse uno dei momenti più attesi. Moretti ha spiegato al pubblico che sarebbe stato scontato interpretare il monologo che recita Michel Piccoli e così ha letto le pagine del suo diario in cui descrive la morte della madre. Un momento intimo, di sicuro “denso” per usare l’aggettivo che lo stesso regista ha citato nel suo racconto.
Il gran finale l’ha dedicato al monologo che chiude Il Caimano. Parole pesanti come macigni per descrivere la realtà politica italiana e il segno lasciato da Silvio Berlusconi in oltre 17 anni di governo. Un pericolo che ora si riaffaccia e le parole recitate da Moretti, di straordinaria e incredibile attualità, sono apparse un monito per evitare di ricadere nella trappola de Il Caimano.
Serrato il confronto con l’orchestra regionale della Toscana, diretta dal maestro Luigi Lombardi d’Aquino. Musiche originali dai film di Franco Piersanti e di Nicola Piovani, quest’ultimo presente sul palco del Verdi, al piano.
Buona la prova dell’Ort, sicuramente più bella e convincente sotto il profilo musicale la sezione dedicata alle colonne sonore di Nicola Piovani. Il compositore, già premio Oscar per La vita è bella, ha confermato di avere il raro dono di saper unire note e immagini alla perfezione.

Raffaella Galamini