Quarant’anni e non sentirli, lunga vita al Prog fiorentino

Firenze Suona Prog al Viper Theatre e di certo continuerà a farlo a lungo. Molti giovani al concerto che ha visto sul palco i gruppi fiorentini più rappresentativi. La recensione.

 

 

 

 

 

Dici Prog e pensi a brani strumentali interminabili, sale fumose e un pubblico con i capelli grigi. Venerdì sera, però, al Viper di Firenze la presenza di ragazzi, spesso poco più che ventenni, era considerevole. Segno che il genere musicale portato a vette eccelse da King Crimson, i Genesis di Peter Gabriel e logicamente dai Pink Floyd è ancora amato e soprattutto ascoltato.
Bella e coraggiosa la serata, però, perché pochi avrebbero messo la mano sul fuoco per quanto riguarda il successo del concerto fiume. Chi dubitava, è stato ampiamente smentito. D’altro canto Firenze ha sempre avuto una passione particolare per il rock progressive e non a caso tre dei quattro gruppi a esibirsi si erano tutti formati sulle rive dell’Arno.
E’ stato il gruppo de “Le porte non aperte” ad aprire la sera. Le nuove leve del quartetto di formazioni che si è succeduto fino a oltre l’una di notte sul palco del locale di via Pistoiese. Un gruppo nato appena due anni fa e che ha centrato subito l’obiettivo con l’album di debutto, “Golem”, un concept ispirato al manifesto degli Imprevedibili, movimento filo-anarchico di intellettuali toscani degli anni 60-’70.
A ruota i “Goad”, quasi quarant’anni di concerti e dischi alle spalle, una passione per Poe, Lovercraft e Lee Masters, e tante colonne sonore per opere cinematografiche, teatro e documentari. L’incontro con l’etichetta Black Widow li ha riportati in auge, prima con il doppio album “In the house of the dark shining dreams” (in vinile e cd) e poi con il recente “Masquerade” e ora sono al lavoro su un nuovo progetto.
Gli Spettri dei fratelli Ponticiello hanno regalato un lungo set al pubblico del Viper riproponendo il loro ultimo album, scritto e registrato nel 1972 ma ritrovato casualmente in uno scantinato di via Ghibellina e inciso solo un paio di anni fa. Anche qui lo zampino della Black Widow Records che ha subito annusato che ci si trovava davanti a un disco straordinario. Il successo è arrivato subito e forse anche più ampio di quanto si potessero aspettare gli stessi fratelli.
Gran finale al Viper con “Il tempio delle clessidre”: un’altra formazione, questa volta però di Genova, con appena tre anni alle spalle e l’album d’esordio con la Black Widow Records che ha subito fatto bingo. Al Prog Meeting che si tiene in Belgio sono stati indicati come rivelazione dell’intera edizione. A Firenze non hanno fatto che confermare la loro classe. Davvero una chiusura in bellezza per Firenze suona il Prog.
Raffaella Galamini