Rabbia e Aarset Duo, il jazz incontra l’elettronica

Venerdì 24 gennaio, Teatro S. Andrea, Pisa. Chitarra e percussioni. Ma anche campionatori, computer e immagini. Due musicisti che da sempre operano sul crinale dei generi. Jazz Wide Young.

Un incontro tra due spiriti affini quello tra Michele Rabbia e Eivind AArset, due musicisti che si muovono sul crinale della musica, distanti da generi e stilemi. Entrambi affascinati dalle suggestioni dell’elettronica, riescono nel difficile compito di umanizzare le macchine, dando vita a performance di grande intensità emotiva.

Uno spettacolo che vede intrecciare le sonorità dell’ultimo lavoro del percussionista Michele Rabbia “Dokumenta Sonum” (un dvd nel quale suoni elettronici, percussioni tradizionali e immagini si fondono nella ricerca di un unicum nuovo e indicibile), con quelle di “Dream Logic” (ECM records), ultima fatica discografica di Aarset, in cui la ricerca sulla sonorità della chitarra incrocia le raffinate improvvisazioni elettroniche di Jan Bang.

Due progetti che si sfiorano per estetica, si completano nella tavolozza timbrica creando momenti solistici e duetti che si snodano lungo la performance. Entrambi gli artisti si muovono quindi e già da molti anni nei territori indefiniti di quella che con termine un po’ abusato si chiama avanguardia, in una dimensione che è al di là dei generi e delle etichette.

Eppure c’è qualcosa dello spirito profondo del jazz in queste sperimentazioni.
Fra i rivoli che confluirono nella corrente della musica afro-americana, c’erano anche le jug bands, quei gruppi in cui si suonavano, oltre agli strumenti musicali veri e propri, anche oggetti di uso quotidiano: le bottiglie (il termine jug significa appunto bottiglione), le tavole per il bucato (Washboard). E prima ancora nella tradizione africana c’erano i cosiddetti voice disguisers, oggetti utilizzati per imitare le voci della natura, per evocarne gli spiriti.

Oggi gli spiriti dell’aria e della terra, le voci del tempo e dei suoi grandi silenzi, si evocano anche attraverso elaborate strumentazioni digitali. Ma il senso della ricerca forse è ancora lo stesso.
Da quell’antico xilofono di pietra che molti studiosi catalogano come il primo strumento della storia ai campionatori elettronici la musica ha percorso molta strada: sempre inseguendo lo stesso, probabilmente irraggiungibile, orizzonte.

Concerto nell’ambito della rassegna Jazz Wide Young 2014.

Venerdì 24 gennaio – ore 21,30
Teatro S. Andrea – via del Cuore – Pisa
Info tel. 055 240397 – www.eventimusicpool.it
Biglietti: posto unico 10 euro