Tom Petty al Lucca Summer Festival. La recensione

Partita l’edizione 2012 della rassegna lucchese. Concerto enciclopedico,  pubblico cosmopolita. In scaletta anche un omaggio a Chuck Berry ed un brano inedito.

Niente muscoli tirati a lucido o lustrini, niente ammiccamenti al pubblico e ruffianate.

Tom Petty per la sua unica data italiana, al Summer Festival di Lucca, ha puntato dritto alla pancia del pubblico accorso non solo dall’Italia, tantissimi infatti gli stranieri, per vederlo ancora una volta sul palco con i suoi  Heartbreakers. L’ultima volta che si era visto da queste parti insieme con la sua band aveva accompagnato Bob Dylan in tour. Era il 1987. In due ore di concerto ha dimostrato come classe e belle canzoni fanno la differenza.

A Lucca pubblico composto per lo più dalla fascia  tra i 50 e i 60 anni, anche se gli amanti del buon rock non hanno età e quindi c’erano molti ragazzi, magari figli dei fan storici del biondissimo Tom. Petty è apparso sempre uguale, solo un po’ di rughe in più, con quella sua aria stralunata da elfo cantastorie. E di emozioni in musica ne ha tirate fuori più d’una dal cilindro. Si è potuto permettere anche di lasciarne fuori qualcuna delle più belle.

La scaletta ha riservato tre chicche: una versione stratosferica di It’s good to be king, un omaggio a Chuck Berry con la cover di Carol e l’esecuzione in prima assoluta di un inedito, Two men talking, prima dell’ultimo bis, quell’American girl che ha cullato i sogni di almeno un paio di generazioni, se non addirittura tre.

Un quarto di secolo, si diceva, dall’ultima volta in Italia (Lucca era l’unica data nel nostro paese) ma come il vino Tom Petty ha dimostrato che se la qualità c’è con gli anni non fa che migliorare. Merito del talento, innegabile, di questo biondo signore sessantenne che pur non avendo una voce strepitosa, pur non essendo mai stato un bell’uomo, riesce a colpire dritto al cuore con la forza di parole e note.

Superlativa la band. Gli Heartbreakers sono super affiatati e di grandissimo talento. Si intendono con uno sguardo e possono arrivare dove vogliono e quando vogliono. Straordinario il chitarrista Mike Campbell che ha dimostrato di poter dare filo da torcere a qualsiasi artista del passato e del presente: da Jimi Hendrix a Jimmy Page, senza tema di smentita. In grande forma Steve Ferrone, davvero il miglior batterista del mondo come l’ha presentato sul palco lo stesso Petty.

A fine concerto un solo interrogativo assillava il pubblico: non ritornerai mica tra 25 anni, Tom? Lui, in verità, ha promesso di tornare presto. Speriamo bene.
Raffaella Galamini

La scaletta del concerto

1. Listen to Her Heart
2.You Wreck Me
3. I Won’t Back Down
4. Here Comes My Girl
5. Handle with Care
6. Good Enough
7. Oh Well
8. Something Big
9. Don’t Come Around Here No More
10. Free Fallin’
11. It’s Good To Be King
12. Carol
13. Learning to Fly
14. Her So Bad
15. I Should Have Known It
16. Refugee
17. Runnin’ Down a Dream
18. Mary Jane’s Last Dance
19. Two Men Talking
20. American Girl

si ringrazia per le foto Leonardo Rescisc